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Consigli di lettura per l’estate: otto libri da mettere subito in valigia, tra grandi classici e novità

Nella vita indaffarata degli adulti – in cui svaniscono i pomeriggi liberi e le vacanze interminabili – l’estate rimane forse l’unico momento dell’anno in cui torniamo alle letture senza pause né sensi di colpa, dove ci dedichiamo alle storie più lunghe o quelle più dolorosamente rimandate nei mesi invernali.

Ognuno ha i suoi criteri per scegliere i libri dell’estate: c’è chi depenna classici dalla sua to read list, chi si tuffa nelle novità più chiacchierate, chi studia, chi riprende pagine già lette e amate. Qualunque sia la vostra indole, ecco qui quattro «coppie di libri» tra cui scegliere: un mini percorso tra titoli idealmente congiunti – almeno nella mia testa – per far durare più a lungo possibile le prossime settimane… e resistere al pensiero di settembre.

• Gita al faro, Virginia Woolf (Garzanti) 
con Gita al fiume, Olivia Laing (il Saggiatore)

Autrice incontenibile, spesso più nota o studiata che letta, Virginia Woolf è il classico da recuperare, da rileggere, da ripensare. Potreste preferire Mrs Dolloway o Una stanza tutta per sé e non avrei nulla da controbattere, ma lasciatemi proporre qui Gita al faro, che: 1. si apre su una vacanza estiva e 2. forma una coppia perfetta con il libro che Olivia Laing ha scritto su Woolf. Gita al fiume è l’inafferrabile non-fiction con cui la brillante autrice inglese ci accompagna sulle rive dell’Ouse, il fiume in cui Virginia Woolf si suicidò nel 1941. Come sa chi ha già letto Città sola o il più recente e acclamatissimo Everybody, Laing sa contaminare la letteratura con fiori, filosofia e il racconto di vite memorabili e dai suoi libri, esattamente come dal suo giardino, non si vorrà più uscire.

• Matrimonio in cinque atti, Leah Hager Cohen (Edizioni Sur)
con La trama del matrimonio, Jeffrey Eugenides (Mondadori)

Il libro di Leah Hager Cohen, appena tradotto in Italia da Sur, è il romanzo da iniziare se si è alla ricerca di una caotica e appassionata storia corale. Come in certi romanzi americani a cui ci hanno abituato i più grandi del Novecento – e qui un facile, ma inevitabile collegamento va fatto con il maestoso libro di Eugenides, La trama del matrimonio, per il quale scuserò eccezionalmente all’autore il suo non essere donna –, Matrimonio in cinque atti mette in scena le complicate relazioni familiari dei Blumenthal, riuniti per celebrare il matrimonio tra la primogenita, la ventitreenne Clem, e la sua compagna di università. Tra i confusi ricordi di una dolcissima novantenne e i giochi di una bambina che ha chiamato le sue bambole Paura e Tristezza, la storia di una semplice famiglia diventa quella di un piccolo paese, poi di una più ampia rete sociale: le pagine scorreranno leggere e gli inviti ai matrimoni di quest’estate vi saranno inaspettatamente graditi.

• Dove sei, mondo bello, Sally Rooney (Einaudi)
con Tutti i nostri ieri, Natalia Ginzburg (Einaudi)

L’ultimo libro di Sally Rooney, di cui abbiamo brevemente parlato qualche mese fa, racconta la vita e l’amicizia di due ragazze irlandesi: Alice, autrice di due libri di successo che si trasferisce in una enorme casa di un paesino sulla costa, e Eileen, malpagata redattrice di una rivista letteraria di stanza a Dublino. Del perché nella loro corrispondenza si parli di Marx e del senso del bello può forse dirci qualcosa un recente pezzo che Rooney ha scritto per il Guardian, dove afferma che Tutti i nostri ieri di Natalia Ginzburg è il romanzo perfetto, in grado di mostrare al lettore quanto grande e quanto piccolo possa essere un romanzo. Tenere insieme il discorso sul bene e la semplice storia di un matrimonio, dunque: ecco quanto fa Ginzburg nella sua scrittura – «con una straordinaria comprensione dell’animo umano, una prosa brillante e soprattutto una incomparabile lucidità della morale» – e quanto sembra voglia fare una delle autrici più lette oggi.

La cronologia dell’acqua, Lidia Yuknavic (Edizioni Nottetempo)
con Servirsi, Lillian Fishman (edizioni e/o)

Ed ecco infine due interessanti libri sul corpo
La cronologia dell’acqua è il memoir in cui Lidia Yuknavitch «riversa le viscere nella scrittura». Inafferrabile come acqua che scorre, il racconto della sua stessa vita salta tra episodi lontani – la sua infanzia traumatica, la sua formazione da atleta – e mantiene il suo filo nel nuoto, nel corpo che si trasforma, in un dolore da attraversare.
Il corpo di Eve, protagonista di Servirsi, è invece «fatto per essere scopato». È genericamente bellissimo – ogni lettore può immaginarlo come vuole – e, fotografato e postato online di nascosto dalla sua adorabile fidanzata Romi, la porta dritta dritta in un ménage che non si aspettava, dove con la fragile Olivia si contenderà le attenzioni di un uomo irresistibile: Nathan. Seguire il corpo, fidarsi di lui contro ogni ragione o morale, porta Eve a incontrare il suo desiderio, a ragionare senza tregua sulla possibilità e la libertà di obbedirgli. Come in certi saggi letti quest’anno, rispondersi sarà tutt’altro che facile.

Buona lettura!

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