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I migliori libri del nostro 2020: 10 consigli di lettura per capire l’anno che sta per concludersi

Diremmo che dicembre è tempo di bilanci, di liste e classifiche, di elenchi da spuntare e cicli da concludere. Eppure, così diverso dal più progettuale gennaio, a dicembre il tempo ci sfugge, si nasconde dietro i lavori da finire, si dilata come una infinita domenica e ci travolge con il peso di un intero anno da salutare.

Mettere via questo 2020, poi, non è affare da poco. È successo moltissimo e insieme niente e per quanto lo si continui a ritenere «un anno da dimenticare», dobbiamo forse guardarlo come un periodo «da elaborare», usando tutti gli strumenti in nostro possesso perché nulla di questi mesi incredibili si trasformi in oblio o amarezza.

Con questa piccola ma tenace speranza, ecco dunque dieci affilatissimi strumentini per le placide letture sul divano delle vostre lunghe ore festive dicembrine: un elenco di parole chiave e di muse indispensabili per misurare il 2020 e, con coraggio, andare incontro al nuovo anno.

Quando Lisa Taddeo ha scelto di osservare, ascoltare e raccontare la vera storia di tre donne e del loro desiderio, non sapeva sarebbe giunto un anno di ansia e solitudine, in cui le più timide e feroci fantasie devono fare i conti con infinite sfumature della paura. Eppure, il senso di claustrofobia che ci assale leggendo di Maggie, Lina e Sloane ha molto a che fare con l’immobilismo di questa era pandemica. Nella relazione segreta tra un’adolescente e il suo professore, in un intermittente rapporto extra coniugale o dentro un impossibile ménage à trois il desiderio femminile è sempre una forza limpida e ostinata alle prese con qualcosa – lo sguardo degli uomini, il giudizio delle altre donne, le parole di una madre, i baci non più dati – che interviene a imbrigliarlo.
Tre donne, Lisa Taddeo (Mondadori)


Maria Bertoletti, detta la Toldina, è una donna che nel 1716 a Brentonico viene processata, quindi condannata e mandata al rogo. L’accusa è stregoneria, le prove incontrovertibili. Il Comune di Trento, a trecento anni di distanza, chiede la riapertura del processo, perché alla Toldina – e con lei a tutte le donne vittime di ignoranza, pregiudizio e abuso di potere – sia resa una esile, ma necessaria forma di giustizia.
Consigliando Streghe. Le eroine dello scandalo di Ilaria Simeone, un delizioso libricino di storia che racconta tre importanti processi per stregoneria avvenuti in Italia tra il Cinquecento e il Settecento, esprimiamo un fortissimo desiderio: che nessuna strega sia più minacciata da un rogo, che tutte le donne si sentano streghe.
Streghe. Le eroine dello scandalo, Ilaria Simeone (Neri Pozza)

In questo caso la nostra MUSA è proprio l’astrologia stessa. Perché se abbracciamo senza timori una forza sconosciuta che può condurci chissà dove, è guardando le stelle che vogliamo cercare l’orientamento. Come scrivono due lettori su Amazon, Astrologia è «Essenziale per chi ha deciso di intraprendere lo studio degli astri» ma anche, semplicemente, «Bello». Le due anime sono nate evidentemente sotto cieli diversi, e l’influenza di Mercurio si fa più o meno sentire, eppure entrambe hanno avvertito il richiamo di un testo che le aiuti a decifrare il più terribile dei misteri: l’universo. Come ogni testo di astrologia che si rispetti, questo libro non ci svela nulla, ma ci da tutti gli strumenti – storici, filosofici, pratici – per specchiarci nei movimenti degli astri e, forse, anche per vederci per la prima volta.
Astrologia, Nicola Sementovsky-Kurilo (Hoepli)

Anche i più cinici sono stati costretti ad ammetterlo: rinunciare a vedere gli amici – bere con loro, andare al cinema o a fare una passeggiata, arrabbiarsi, spiegarsi, capirsi – è stato più difficile del previsto. Per tenerlo bene a mente non c’è lettura più adatta della quadrilogia più importante del decennio: non scritta né scoperta nel 2020, ma che nel 2020 non può più, per nessunissima ragione, mancare nella nostra biblioteca.
È impossibile racchiudere in questo breve consiglio l’universo in continua espansione dell’Amica geniale: tra le infinite cose, c’è che Lenù e Lila tanto hanno tanto da dire a chiunque ami e insieme odi un amico, a chi ha bisogno dell’altro per mettersi a fuoco, per vergognarsi o volersi bene; la loro amicizia è passata nel fuoco di profondi dolori e lunghissime lontananze e racconta una storia che vorremo ascoltare per sempre.
L’amica geniale, Elena Ferrante (E/O)

La kin di cui parla Donna Haraway è molto più che la tradizionale parentela a cui siamo abituati. Come ci sarà chiaro fin da subito, la filosofia dell’autrice è densa e fertilissima e nei suoi concetti si annidano universi di significati paralleli e complementari, in una lingua che non può che contenere e trattenere ambiguità. Non è quindi solo alle nostre famiglie che pensiamo in questo suggerimento di lettura: come per gli amici, la separazione dai nostri cari è un trauma che affronteremo un po’ alla volta, ma questo è il momento di fare un salto e immaginare di più: abbiamo bisogno di affidarci a una rete più ampia, la cui costruzione ci richiede uno sforzo di creatività e un solido impegno. «Cosa deve essere reciso e cosa deve essere legato affinché la multispecie che abbonda sulla Terra – inclusi gli esseri umani e gli esseri altro-da-umani, stretti in legame di parentela – possono avere una possibilità?»
Chthulucene, Donna Haraway (Not)


«Ho sempre amato la tua nuca: l’unica parte di te che potevo guardare senza essere visto». Ce li ricordiamo tutti le corse in bicicletta e gli amori tormentati in Jules et Jim, dove a essere bramata è una intramontabile Jeanne Moreau. Ma dei motivi per cui ci capita di sentirci così attratti dalle figure di schiena questo è solo uno tra milioni, e la citazione si perde in un abisso di riferimenti culturali. Ci si addentra Eleonora Marangoni con il suo Viceversa, tenendo saldo in mano il lumicino della storia dell’arte e attivando una pulsantissima rete di collegamenti tra cinema, fotografia e letteratura alta. Marangoni si muove elegante tra Hopper e Michelangelo, guidata da quella che fin dall’inizio ci viene candidamente presentata come un’ossessione di cui non si conosce l’origine. E noi, dopo infiniti mesi di bidimensionalità virtuale, in cui poco o nulla rimane da guardare se non ingombranti primi piani, è nel mistero di volti non svelati e intenzioni imperscrutabili che ci auguriamo di viaggiare.
Viceversa, Eleonora Marangoni (Johan & Levi)

Che le serie tv siano prodotti culturali complessi e stratificati, che trascendono l’intrattenimento e intraprendono una via letteraria, è cosa assodata. Il pezzo che aggiunge Marina Pierri, con uno zoom sui personaggi femminili, è il valore archetipico di certe figure, in grado di rappresentare con precisione crescente le mille sfaccettature di una società scontenta degli stanchi e affatto inclusivi modelli patriarcali. Insieme alle riflessioni di Pierri, che tiene insieme critica cinematografica, psicologia e teoria della letteratura, riconosciamo in Fleabag la Folle e in Lila la Creatrice, seguiamo le cadute degli Innocenti e ci perdiamo nel regno magico di OA, sulle tracce di un paradigmatico percorso narrativo: il viaggio dell’Eroina. Questo libro sarà una guida per chi è in cerca di serie da recuperare e chi vuole essere accompagnato in una più profonda comprensione di ciò che ha già visto, perché abbiamo ancora tanto da imparare da Daenerys Targaryen.
Eroine, Marina Pierri (Tlon)

Il New York Magazine ha scritto che «Jia Tolentino potrebbe essere la Joan Didion del nostro tempo… È in grado di cogliere il punto in cui la politica contemporanea e la cultura giovanile si incontrano e si intrecciano». Se mai fosse necessario aggiungere altro, diremo che Trick mirror, di cui tutti hanno scritto e parlato, negli USA e ovunque, raccoglie nove saggi indipendenti e interconnessi in cui Tolentino riflette sulle deformazioni che l’io subisce nelle sue narrazioni e auto rappresentazioni, immerso nel flusso di news e like che in questo 2020 ha rafforzato la sua già incontenibile potenza. La trappola dei social media, la violenta filosofia del successo, il rifiuto del matrimonio, la cultura dello stupro, le droghe e la fede: in nessuno di questi spazi di riflessione c’è una argomentata presa di posizione ma in tutti troveremo la lucidità di chi è immerso nel proprio tempo e ha trovato il modo di raccontarlo.
Trick mirror, Jia Tolentino (NR Edizioni)

I libri di Annie Ernaux sono stanze della stessa casa. Le sottili mura che ne tracciano il perimetro sono un io che attraversa il tempo, dilatandone le maglie fino a perdercisi dentro, e la luce che la illumina è sempre quella del primo mattino. L’opera che l’autrice francese continuativamente scrive, dal 1974 a oggi, è la sua vita: il suo primo rapporto sessuale, un aborto clandestino, la morte del padre, la malattia della madre. Ernaux si serve di una lingua di rara limpidezza per scrivere la storia di tanti, forse di tutti – come nel Posto, dove una figlia ritrae suo padre, nel tentativo di misurare la distanza che li separa. Costretti in spazi angusti, non c’è autrice migliore per scoprire che le porte da aprire sono infinite.
Il posto, Annie Ernaux (L’orma)


Come si rappresenta oggi una donna nera? Intorno a questa domanda – che nel 2020 ha assunto una urgenza tutta nuova e che richiede a tutti sincero impegno – ha lavorato Bernardine Evaristo, vincitrice del Man Booker Prize con il suo Ragazza, donna, altro. Come lascia intuire il titolo, questo libro ci ricorda che è tempo di rinunciare alla semplificata figura della «black woman» a cui tanta letteratura ci ha abituati: dodici indimenticabili personaggi si affiancano e si intrecciano in una vorticosa giostra di voci e immagini che ci porta in California e in Nigeria, all’ultimo piano di un palazzo di vetro londinese e vicino, troppo vicino a un pozzo di petrolio. Le storie di queste ragazze e donne hanno punti di partenza e di arrivo diversi, seguono percorsi imprevedibili ma sono attraversate dalla stessa forza sotterranea: l’inarrestabile tenacia di chi vuole essere riconosciuto nella propria personalissima individualità. Più che un romanzo, quindi, Evaristo non poteva che raccogliere i luminosi frammenti di una costellazione di storie, una molteplicità irriducibile a un genere o qualche etichetta. La scia di queste figure resterà con noi per un bel po’: ci ricorderà le migliori pagine di Americanah o l’inimitabile Denti bianchi, di cui ci tornerà una voglia insaziabile, e ci permetterà di guardare con occhi finalmente nuovi questo altro.
Ragazza, donna, altro, Bernardine Evaristo (Sur)

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