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10 + 1 miti da sfatare sulla protezione solare

Sappiamo tutti, ormai, che è importantissimo proteggersi dagli effetti potenzialmente dannosi del sole: mettere la protezione solare è uno step assolutamente non negoziabile per la cura della pelle! Eppure, ci siamo rese conto che spesso quando si parla di SPF, o di corretta applicazione di creme e lozioni protettive, un po’ di confusione permane.

Proprio per questo abbiamo pensato di chiedere a Martina (farmacista di professione) di spiegarci come funzionano le cose… Ecco i suoi miti da sfatare:

1. Ho applicato la crema solare stamattina, quindi sono a posto tutto il giorno!
FALSO: la durata (e quindi l’efficacia) dei filtri solari si aggira generalmente intorno ai 90-120 minuti (soprattutto se si tratta di filtri solari chimici, che tendono a degradarsi con l’esposizione alla luce UV). Vi consiglio di leggere e seguire sempre attentamente le istruzioni riportate sul prodotto: di volta in volta possono variare, e anche moltissimo, sia le indicazioni sull’applicazione, sia sulla durata della copertura. Un esempio? I filtri minerali agiscono subito, mentre i filtri chimici di solito devono essere applicati almeno 15 o addirittura 30 minuti prima dell’esposizione. È importante inoltre ricordarsi di riapplicare con cura la protezione, soprattutto se si rimane all’aperto e si suda o se si fa il bagno e si praticano sport acquatici.

2. Non ho bisogno di indossare la crema solare se la giornata è nuvolosa!
FALSO: le nuvole NON bloccano i raggi UV, che causano l’invecchiamento e possono provocare anche danni gravi. Ecco perché è fondamentale utilizzare la protezione solare, anche quando il sole gioca a nascondino.

3. L’SPF 100 garantisce il doppio della protezione di SPF 50!
FALSO: il grado di protezione solare viene espresso in SPF (Sun Protection Factor) e fornisce un’indicazione numerica relativa alla capacità di un prodotto di bloccare i raggi solari (e, tra l’altro, attenzione: l’SPF indica solo la protezione dai raggi UV-B!). Un SPF alto prolunga il tempo di protezione, ma non fornisce una protezione significativamente maggiore in un determinato momento. Due nozioni in più: l’SPF 30 garantisce il 97% di copertura da raggi UV-B, l’SPF 50 il 98%, l’SPF 100 il 99%. Si potrebbe pensare che sia sempre meglio scegliere l’SPF 100, invece NO: maggiore è l’SPF, maggiore è il contenuto di sostanze di sintesi che le pelli sensibili potrebbero non gradire. Di solito consiglio come minimo una protezione 30 per i fototipi sensibili ma con pelle olivastra, mentre la protezione 50 per le pelli sensibili con fototipo chiaro.

4. È utile abbronzarsi prima di una vacanza!
FALSO: questo è probabilmente uno dei più grandi falsi miti. Abbronzarsi prima di andare in vacanza al mare non previene le scottature! Se state trascorrendo una giornata in spiaggia, il miglior modo per evitare brutte sorprese è spalmare con cura la protezione solare (assicurandosi di applicarla 15/30 minuti prima dell’esposizione al sole se necessario) e riapplicarla almeno ogni due ore, soprattutto se si va dentro e fuori dall’acqua, e anche se il solare è waterproof!

5. Ho fatto una serie di lampade, quindi non ho più bisogno di protezione!
FALSO: molti abusano di lettini e docce solari, con la convinzione che la costruzione di un’abbronzatura artificiale sia un’opzione più sicura rispetto all’esposizione diretta al sole e che preparari la pelle alle prime esposizioni. Convinzioni sbagliate. Prima di recarsi in un centro estetico è bene sapere che una seduta di 20 minuti di lampada solare equivale a un’esposizione per pari tempo al sole di mezzogiorno all’Equatore, dove il sole splende al suo massimo potenziale e dove i raggi sono più pericolosi e nocivi per la salute della pelle. Molti studi hanno evidenziato che i raggi UV-A e UV-B emessi dalle lampade abbronzanti sono cancerogeni e accelerano notevolmente il foto-invecchiamento cutaneo, in egual misura o anche più dei raggi solari se le lampade solari sono di scarsa qualità e ad alta potenza. Non solo: se l’abbronzatura è stata ottenuta con lampade UV-A ad alta pressione, questa non protegge nemmeno dalle scottature.

6. Maggiore è l’SPF, maggiore è la protezione da tutte le radiazioni UV!
FALSO
: L’SPF misura solo la protezione dalle radiazioni UV-B, che sono raggi UV a lunghezza d’onda più corta e che penetrano «solo» l’epidermide, causando danni e mutazioni alle cellule superficiali della pelle. Esiste un altro tipo di raggio UV, chiamato UV-A, che ha una lunghezza d’onda più lunga e può raggiungere lo strato più profondo della pelle (il derma), innescando fotocarcinogenesi e fotoinvecchiamento (o photoaging) – un particolare stato di invecchiamento cutaneo causato dai raggi ultravioletti e da esposizione al sole senza protezione. Questa azione dannosa ripetuta nel tempo produce rughe profonde e diffuse, perdita di elasticità, pelle secca e ruvida, macchie solari, cheratosi attinica e dilatazione dei vasi sanguigni. La maggior parte dei filtri solari non fornisce una protezione UV-A sufficiente, in particolare per le persone che tendono a rimanere al sole per un lungo periodo di tempo o negli orari più caldi (comportamento da evitare il più possibile). È importante scegliere una protezione solare con protezione ad ampio spettro: cercate il simbolo UVA o PA+++! Con una precisazione: UVA, è una denominazione nota a livello europeo; PA, è una denominazione internazionale, in vigore soprattutto nei pesi asiatici (Protection Grade of UVA). In base ai +, aumenterà la mia protezione (possiamo dire che UVA equivale a PA+++). I filtri solari ad ampio spettro proteggono sia dai raggi UV-B che dai raggi UV-A. Si raccomanda quindi di applicare SPF da 15 a 30 per l’uso quotidiano in città e SPF 50 per una giornata al mare o altre attività prolungate all’aperto.

7. La mia pelle è naturalmente scura, quindi non ho bisogno di SPF!
FALSO
: un altro grande malinteso. In realtà, la protezione solare è molto importante per tutti i tipi di pelle, per prevenire la fotocarcinogenesi, nonché i danni da invecchiamento precoce causati dal sole. Anche se hai una carnagione più scura, puoi comunque essere geneticamente predisposto alle malattie della pelle.

8. Ho una carenza di vitamina D, perciò ho bisogno di prendere il sole!
FALSO
: essere abbronzati non significa avere livelli sufficienti di vitamina D. Bastano 10-15 minuti di sole al giorno perché il corpo raggiunga la massima produzione di vitamina D (e poi si fermi). Il modo migliore per avere livelli adeguati è attraverso una dieta corretta e bilanciata. Il sole? Con moderazione.

9. La maggior parte dei danni si verifica durante l’infanzia!
FALSO
: sebbene il rischio di melanoma sia potenzialmente doppio in caso di scottature solari durante la giovinezza, alcuni studi affermano che solo il 25% dei danni si verificano prima dei 18 anni. Questo significa che il 75% si verifica in età adulta. C’è sempre tempo per prevenire ulteriori danni alla pelle. La maggior parte dei tumori della pelle deriva da un accumulo di esposizione solare o da un’esposizione ad alta intensità. La riduzione dell’esposizione solare aiuta a proteggere la salute, previene l’assottigliamento della pelle e la comparsa di macchie solari, contribuisce a ridurre al minimo le rughe.

10. Gli ingredienti presenti nei solari sono pericolosi!
FALSO
: uno studio recente ha dimostrato che esiste un certo assorbimento sistemico degli ingredienti chimici contenuti nelle creme solari, ma NON ci sono dati attuali che ne suggeriscano la pericolosità. Sappiamo che tutto ciò che viene applicato sulla pelle può essere assorbito dal corpo, quindi è importante conoscere cosa stiamo utilizzando e informarsi con attenzione: per le persone allergiche, per esempio, è fondamentale leggere attentamente gli ingredienti di un prodotto! Di solito consiglio l’uso di creme solari a base minerale come ossidi di zinco o biossido di titanio, che sono anche ad ampio spettro. Per una protezione adeguata raccomando comunque sempre anche l’uso di occhiali da sole e indumenti protettivi, per ridurre al minimo gli effetti dannosi dell’esposizione al sole.

11. Prendere un po‘ di sole senza protezione mi aiuta a curare l’acne!
FALSO
: se nel breve termine l’aspetto della pelle può migliorare con l’esposizione al sole – o persino con l’uso del lettino abbronzante – non usare la protezione solare aumenta il rischio di problemi di salute, macchie solari e rughe. Un’esposizione oculata al sole (circa 15 minuti al giorno) può aiutare la produzione di vitamina D e migliorare le condizioni legate a manifestazioni cutanee come l’acne (ma anche dermatite seborroica, dermatite atopica e psoriasi), ma NON è consigliabile esporsi per troppo tempo. Personalmente consiglio a chi soffre di acne di optare per filtri solari minerali contenenti meno sostanze chimiche o a base oleosa, che potrebbero dare fastidio sia alle pelli acneiche, sia a quelle molto sensibili.

Buona estate protetta e a tutte voi!

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