Intervista a Corinne Orsini: dermatologa e musa della pelle splendida

Abbiamo intervistato la dottoressa Corinne Orsini per conoscerla meglio, per chiederle qualche consiglio di skin care e scoprire di più sul suo progetto di divulgazione (@dermopills). Ma non solo. Siamo felicissime di annunciare una piccola collaborazione, per parlare finalmente – e con cognizione di causa – di device, principi attivi e buone (ma anche cattive) abitudini legate al mondo del beauty e della cura della pelle.

• Ciao Corinne, grazie per questa intervista! Partirei con le presentazioni: vuoi raccontaci un po’ chi sei? In quanto donna di scienza, ti chiederei anche di non tralasciare il tuo segno zodiacale…
Ciao! Sono Corinne Orsini, medico chirurgo specialista in Dermatologia e venereologia. Dopo la specializzazione ho aperto @dermopills, un luogo virtuale in cui parlare di pelle, dermatologia e scienza. Non mi intendo particolarmente di oroscopo e segni zodiacali, ma sono molto orgogliosa di dire in giro che sono dell’Ariete: animale testardo per antonomasia, che porto sempre con me al collo, inciso su un ciondolo.

• Sono affascinata da chi si dedica alla professione medica. Personalmente l’ho sempre vista come una sorta di missione, quasi di vocazione religiosa. Per te come è andata? Hai sempre saputo che ti saresti dedicata alla medicina?
Mi piacerebbe raccontarti una storia dalla narrativa precisa, quella del professionista che a cinque anni aveva già capito quale sarebbe stata la sua strada, il suo talento innato, la sua «vocazione»: nel mio caso non c’è nulla di tutto questo. Nessun aneddoto o episodio curioso dietro le mie scelte professionali. Piuttosto una serie di inciampi, dubbi e incertezze che mi hanno portata a poco a poco a capire cosa avrei potuto fare sulla base delle mie attitudini. Da bambina non ho mai giocato al dottore con le mie bambole, ma arrivata al liceo mi sono resa conto che capire il corpo umano e interagire con le persone mi stimolava più di studiare diritto o risolvere equazioni. Da lì la mia scelta di fare Medicina.

• Come è stato il tuo percorso di studi? E come hai scelto poi la tua specializzazione?
Dovessi dare un voto al mio percorso universitario sarebbe certamente un 10 pieno… ma sulla scala Mercalli dei terremoti. La facoltà di medicina è molto complessa, la competizione è spesso esagerata e il rischio è quello di venire inghiottiti in un sistema in cui finisci per attribuire valore a te stessa solo sulla base della tua performance accademica. Dal quinto anno ho iniziato a frequentare vari ambulatori e mi sono resa conto che l’unico posto in cui smettevo di essere un numero di matricola attaccato al muro e iniziavo a sentirmi a mio agio con il futuro che mi attendeva era l’ambulatorio di dermatologia. Dopo la laurea poi, c’è voluto un anno intero passato sui libri per vincere la borsa di studio in questa specializzazione – ad oggi quella a cui è in assoluto più difficile accedere.

• In che modo il mondo della dermatologia e quello della skin care sono collegati?
C’è un filo diretto che unisce la dermatologia alla skin care, non è un caso che in America esista una subspecialities, quella della Cosmetic Dermatology (o dermatologia estetica): una branca impegnata nel trattamento e nella gestione di problematiche cutanee che impattano sull’aspetto estetico e in cui la stesura di protocolli personalizzati per la skin care è fondamentale.

• A questo proposito, con quale scopo hai deciso di dar vita al tuo progetto @dermopills?
Dermopills nasce proprio con l’intento di informare, non influenzare. Quello che mi piace fare sui social (e in visita con i pazienti) è rendere l’interlocutore attivamente partecipe e conscio di come funzioni la pelle e degli eventuali attivi, di modo tale che possa poi avere gli strumenti per capire personalmente quali prodotti utilizzare sulla base delle esigenze, a prescindere da pubblicità, packaging accattivanti o brand. Questo lo rende meno influenzabile e progressivamente immune a eventuali bufale commerciali.

• Con l’evoluzione dei social è andato sempre di più sviluppandosi in rete un nuovo modo di fare divulgazione, anche in campo scientifico, medico e dermatologico: come la vedi e che cosa ne pensi?
Negli ultimi anni sul web si è assistito all’esplosione di un vero e proprio trend, incentrato sulla cura della pelle, il che ha portato anche al fiorire di una serie di figure di dubbia competenza che talvolta tentano di sostituirsi al dermatologo, promettendo cure miracolose per l’acne o consigliando addirittura farmaci che per legge richiederebbero una prescrizione specialistica. Va sempre ricordato che la pelle è un organo e che alcune affezioni cutanee richiedono un inquadramento medico. In questo senso, a mio parere, il dermatologo è oramai quasi chiamato eticamente a offrire una presenza attiva sui social, di modo da rappresentare una figura di riferimento utile a dissipare dubbi o incertezze, spesso nati dalla sovraffollata disinformazione proveniente da figure non certificate.

• Ci consigli qualche lettura, accessibile a tutti, che ritieni fondamentale per chi è appassionato di cosmesi e skin care?
Manuale di cosmetologia di Umberto Borellini, La scienza dei cosmetici di Beatrice Mautino.

• Posso chiederti quali sono i tuoi attivi preferiti o è una domanda sciocca?
Domanda assolutamente lecita! Come dermatologa sono affezionata a quegli attivi che trovano spazio anche tra le linee guida ufficiali per la gestione di alcune affezioni cutanee (rosacea, acne), perché vantano di solidi studi in letteratura che ne dimostrano efficacia e sicurezza. Il primo tra tutti è l’acido azelaico, un attivo dalle incredibili proprietà esfolianti, schiarenti e anti-infiammatorie, ma nello stesso tempo ben tollerato anche dalle pelli sensibili. Amo poi tutta la categoria dei retinoidi topici, derivati della vitamina A, con una vastissima letteratura a supporto della loro funzione anti-age e stimolante il turn-over cellulare.

• I prodotti di bellezza a cui non rinunceresti mai, invece?
Cascasse il mondo, non vado a dormire senza aver lavato il viso con un detergente specifico per pelli acneiche.

• Lo step per te più importante nella tua beauty routine?
Da dermatologa, non posso non risponderti la protezione solare, da applicare la mattina prima del make-up: una misura di prevenzione fondamentale per contrastare sia il fotoinvecchiamento, sia l’effetto cancerogeno degli UV sulla pelle.

• Chi sono le tue muse?
La dott.ssa Anjali Mahto, dermatologa londinese e autrice del libro Skincare Bible, una delle prime ad aver intuito che è possibile utilizzare i social per fare divulgazione in modo serio, ma comprensibile a tutti; l’altra musa è mia madre, persona tenace, brillante, libera: il perfetto modello femminista a cui aspiro.

• Abbiamo già un dialogo aperto con Edoardo (@punturine): tu cosa ne pensi di questo fatto che s’invecchia? Qual è il tuo rapporto con lo scorrere del tempo?
Bella domanda. Onestamente, non credo ci si debba vergognare nel dichiarare di temere lo scorrere degli anni sui nostri volti: la nostra società abbraccia una cultura prettamente visiva, in cui passiamo ore e ore a osservare i nostri volti e quelli di altri milioni di utenti su piattaforme in cui il mezzo di comunicazione principale sono le immagini. Voler capire come rallentare, contrastare, prevenire il crono-invecchiamento non è un reato, né tantomeno sinonimo di superficialità. Il problema piuttosto, sorge quando ci focalizziamo su un modello estetico sbagliato, perché frutto della dispercezione nata dai social (penso alle immagini che girano su Instagram di pelli glassate come ciambelle, completamente prive di pori e imperfezioni). Allora lì si rischia di commettere errori che si traducono in scelte estetiche discutibili, eccessive, o di rimanere costantemente insoddisfatti dei risultati che si stanno ottenendo, in un circolo vizioso di frustrazione e perdita del sé più autentico.

• Ti chiedo un libro, un film e una canzone che ti rappresentano o che raccontano qualcosa di te.
Ti direi L’albero di Shel Silverstein, un libro illustrato per bambini semplice e nello stesso tempo devastante sull’amore incondizionato. Sono poi molto affezionata a Nemiche amiche, film del 1998 con Susan Sarandon e Julia Roberts. Infine, una delle mie canzoni preferite è Drops of Jupiter dei Train.

• Quali sono le tue passioni?
Mi autodefinisco un soggetto multipotenziale: provare noia per me è praticamente impossibile. Ho diversi interessi, tutti più o meno inerenti al settore artistico, principalmente pittura, journaling, scrapbooking. E adoro viaggiare, perché mi ricarica, riempie, ispira.

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