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Tutto quel che c’è da sapere sul CRUELTY FREE

È ancora necessario parlare di cruelty free riguardo al settore cosmetico?

A quanto pare sì, perché permangono molti dubbi e tanta confusione.

Per chiarire il contesto e tutte le perplessità, iniziamo con qualche data importante per l’Europa:

• Il 2004 è l’anno in cui viene vietata la sperimentazione animale sui prodotti cosmetici finiti.

• Il 2009 è l’anno in cui il divieto viene esteso anche agli ingredienti che compongono i prodotti cosmetici. Si dà tempo fino al 2013 per tutti gli ingredienti che necessitano ancora di test specifici per la sicurezza del prodotto, solo nel caso in cui – secondo il comitato scientifico europeo – manchino alternative valide ai test in vivo (test su animali, appunto).

• Il 2013 è l’anno che segna il marketing ban – ovvero il divieto di commercializzazione di tutti i cosmetici testati su animali, prodotti sia dentro e sia fuori dal suolo europeo.

Ciò significa che ad oggi, in Europa, nessun ingrediente né prodotto finito può essere testato su animali a scopo cosmetico, né dopo il 2013 si possono vendere su suolo europeo prodotti testati altrove.

Possiamo quindi affermare che oggi in Europa non ci sono prodotti cosmetici testati sugli animali. Ma… c’è un ma.

I cosmetici vengono formulati con tutti gli ingredienti concessi dal regolamento 1223/2009, inclusi quelli studiati e accettati prima del 2009 – alcuni dei quali sono stati sottoposti a test sugli animali.

Per ingredienti non testati sugli animali si intendono infatti gli ingredienti «nuovi», scoperti, studiati e approvati dopo il 2009 – salvo quelli che secondo il comitato scientifico hanno bisogno di deroghe per comprovare la sicurezza, soprattutto se si ipotizzano rischi alle persone e all’ambiente. Il primo obiettivo del regolamento 1223/2009 e del SCCS (Scientific Committee on Consumer Safety) è infatti la sicurezza del prodotto cosmetico finito che, chiaramente, si basa su quella degli ingredienti di cui è composto.

La certificazione Cruelty Free (quella che raffigura il coniglietto) assicura che gli ingredienti di cui è composto il cosmetico non siano stati testati su animali?

Sì e no…

Sì, perché certifica che non ci siano ingredienti testati su animali per scopi cosmetici.

No, perché la certificazione è ammessa anche se il prodotto contiene ingredienti che hanno subito test su animali prima del 2009 (mi spiego meglio: alcuni ingredienti – come la vitamina C, l’acido ialuronico, l’olio di mandorle, lo jojoba e altri «storici» sono stati testati prima del 2009 e sono comunque ancora in commercio. Non saranno testati ogni volta, per ogni produzione di materia prima, ma – in generale – sono stati testati su animali pre-2009. La finalità dei test sugli animali è studiarne la tossicità, quindi quando un ingrediente veniva proposto per il mondo cosmetico questi test si effettuavano. Per gli ingredienti nuovi non si fanno più, si usano test alternativi).

E ancora… no: perché la certificazione tollera che ci siano ingredienti testati in vivo (e quindi su animali) se questi test vengono effettuati a scopo non cosmetico e se l’ingrediente inserito nel cosmetico è usato prevalentemente (più del 50%) in ambito non cosmetico.

Quindi – purtroppo – la certificazione non ci dà la garanzia assoluta che il prodotto sia completamente libero da ingredienti testati sugli animali.

Certifica però che il prodotto non contenga ingredienti di origine animale; ad esempio: cera d’api, latte, miele, seta, cocciniglia (meglio conosciuto come E120), ecc. Non è correlato a test in vivo sugli animali, ma sempre di animali si tratta.

Non è facile districarsi tra disciplinari e regolamenti, né purtroppo le certificazioni ci danno risposte chiare su: test sugli animali, ingredienti di origine animale e origine naturale.

Qualche altra curiosità: se acquisto un prodotto di un brand extra UE il mio prodotto potrebbe essere stato testati sugli animali?

No, tutti i prodotti che vengono importati in Europa devono sottostare al regolamento europeo e quindi non devono essere stati testati su animali, né contenere ingredienti testati su animali (ovviamente vale quanto scritto sopra per gli ingredienti con deroga e quelli approvati prima del 2009).

Se invece acquisto prodotti di un brand che distribuisce anche in Cina il mio prodotto potrebbe non essere Cruelty Free?

No, perché tutti i prodotti commercializzati in Unione Europea devono sottostare alle regole dell’Unione Europea – quindi il prodotto sarà Cruelty Free.

D’abitudine, i brand che commercializzano in Paesi con regole molto diverse da quelle europee formulano prodotti specifici che sottostanno alle regole del Paese dove verranno commercializzati.

Nel caso della Cina, ci saranno presto dei cambiamenti, infatti dal 1° gennaio 2021 è entrato in vigore un nuovo regolamento. Quest’ultimo prevede la divisione dei cosmetici in due categorie: cosmetici ordinari (shampoo, profumi e make up) e cosmetici speciali (colorazioni per capelli, permanenti, anticaduta per capelli, protezioni solari, prodotti per bambini, prodotti anti-acne o prodotti schiarenti).

Per quanto riguarda i cosmetici ordinari, non ci saranno più obblighi di test sugli animali in riferimento ai cosmetici importati e ai cosmetici pre-commercializzazione.

I test in vivo rimarranno attivi per i cosmetici speciali e per i cosmetici già in commercio, solo in risposta a reclami di reazioni avverse.

Seppur si tratti solo di un cambiamento parziale è da considerarsi un buon passo avanti verso la via Cruelty Free.

Fonti bibliografiche: Dopo una lunga attesa la Cina finalizza il nuovo regolamento cosmetico – da Reach24h / Chemlinked

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