Come scegliere lo shampoo

Quante tipologie di shampoo esistono in commercio? Tante quante sono le nostre esigenze!

Alcuni esempi, che tutti conosciamo, sono i prodotti specifici per capelli grassi, tinti, crespi, ricci, i prodotti anti forfora, anti caduta, liscianti, quelli per uso frequente ecc. che troviamo ovunque sugli scaffali di supermercati, profumerie e farmacie.

Tutte queste tipologie sono accomunate però da un’azione principale: quella lavante (eh sì, perché – immagino sarete tutte d’accordo – lo shampoo deve prima di tutto lavare i capelli e farlo al meglio!), in seconda battuta, però, grazie alle sostanze funzionali presenti nella formulazione possono anche avere altre funzioni accessorie. Vediamo insieme alcune proposte e tecniche particolari, pensate in base alle problematiche e alle necessità di ciascuno:

• Lo shampoo antigiallo, che contiene pigmenti e coloranti di colore blu/violetto, è molto utile per contrastare otticamente le sfumature giallastre dei capelli biondo platino (alla Marilyn Monroe, per intenderci). Secondo la teoria dei colori complementari, infatti, specifiche coppie di colori sono in grado, una volta sovrapposti, di annullarsi a vicenda. Lo shampo antigiallo, che funziona proprio in base a questo principio, attenua antiestetiche sfumature sulle chiome molto chiare e bianche candide. Un esempio? Da Klorane, eccolo qui.

• Avete mai sentito parlare di Low Shampoo (o Low Poo)? Si tratta di un prodotto nato dal trend della detersione ultra delicata. Si presenta come una crema, generalmente di colore bianco e ha una consistenza molto simile a quella di un balsamo. Di fatto, direi che si tratta di un vero e proprio balsamo, impiegato come detergente. Ecco un esempio per voi, proposto da L’Oréal.

• Che dire, invece, della pratica del no-poo? Consiste nella scelta di NON usare lo shampoo, sostituendolo esclusivamente con l’acqua oppure con un mix di prodotti alimentari: dal semplice bicarbonato a ricette fai da te più complicate che prevedono l’impiego di farine, uova, latte, yogurt ecc.

• Il cowash, infine, è un trattamento di detersione messo a punto in particolare per i capelli afro: in questo caso, al balsamo si aggiunge una piccola quantità di zucchero o una piccolissima dose di shampoo.

• L’amino shampoo viene invece dal Giappone ed è nato per rispondere alle esigenze di chi cerca un prodotto il più possibile «naturale»: di solito non contiene SLES, né siliconi. I polimeri amminoacidici presenti nella sua formulazione favoriscono la deposizione di agenti in grado di rendere il capello più morbido e luminoso. Nella cultura nipponica la chioma luminosa è simbolo di bellezza, fertilità e vigore… Fateci caso quando avete tra le mani un manga o vi capita d’imbattervi in un cartone animato: i personaggi presentano sempre un’aureola luminosa sul capo! Kiehl’s per esempio, ne propone uno per lavaggi frequenti a base di olio di cocco, senza siliconi né parabeni.

Chiudiamo questa carrellata con gli shampoo micellari, lanciati qualche anno fa sull’onda del trend delle acque micellari. Si tratta di shampoo dalla consistenza in gel, trasparenti e incolore. Proprio per il loro aspetto si prestano al claim «senza siliconi» e «senza SLS», in quanto vengono percepiti dal consumatore come prodotti più evanescenti e leggeri. Redken ne propone un’intera linea.

E voi che shampoo usate? Come vi prendete cura dei vostri capelli? Se vi interessa approfondire l’argomento, date un’occhiata al mio video, in cui spiego dettagliatamente come funzionano  anche altre tipologie di shampoo. Buona visione!

photo by Kasia Serbin on Unsplash

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