Non le solite brave ragazze: 5 serie tv tutte al femminile per chi ha amato Fleabag

Non le solite brave ragazze: 5 serie tv con protagoniste vulnerabili, incasinate e imperfette, proprio come piace a noi.
 
Da qualche anno ormai (qualcuno direbbe dopo Sex and The City, altri dopo Girls, altri ancora dopo Fleabag), il palinsesto della serialità contemporanea ha iniziato a dare spazio anche a storie di donne con le quali è più facile entrare in contatto. 
 
Lontano dagli stereotipi patinati, dalle comprimarie impeccabili e spesso bidimensionali, sono storie che non hanno paura di mostrare le imperfezioni delle loro protagoniste. Rappresentano eroine a tratti mediocri, scorrette e fallibili, che imparano a conoscersi anche attraverso la contraddizione, nelle zone d’ombra e non solo in quelle virtuose. 
 
Sono donne che provano a intraprendere dei percorsi di crescita, non tanto per avvicinarsi alla miglior versione possibile di sé, quanto per imparare ad accettare ciò che sono, difetti e inciampi inclusi.
 
1.    I hate Suzie / I hate Suzie Too (NOW tv)

Dark comedy drama, racconta la vita di un’attrice (ex-enfant prodige) dopo un fatto che ha stravolto la sua vita professionale e matrimoniale: la pubblicazione di alcune foto intime. È una serie tagliente, con un’ironia spietata e spesso implacabile diretta alla protagonista, che esplora i lati più oscuri del sé, della celebrità, della sovra-esposizione nei media e ai media, della genitorialità e del lasciarsi. Profonda, visionaria e in alcuni punti straziante, guarda senza giudizio alla contraddizione dell’essere umani (e in particolare femmine). 
 
La serie disegna un arco in discesa per la protagonista, andando a scavare nei suoi luoghi più bui. Ogni tanto però l’oscurità è squarciata da lampi d’amore, materno e amicale: un appiglio traballante attraverso il quale provare a risalire. Billie Piper, attrice protagonista e creatrice della serie insieme a Lucy Prebble (exetuive producer di Succession) offre una performance incredibile. La sua Suzie è incantevole, frenetica, crudele e allo stesso tempo commovente, dolorosa da conoscere e ipnotica da guardare.
 
Con una prima stagione che si muove sull’orlo del precipizio e una seconda che arriva fino in fondo al tunnel, è una serie onirica (soprattutto nella seconda parte) e visivamente esilarante.
 
2.    Feel Good (Netflix)

Scritta da Mae Martin e per molti versi biografica, Feel Good è una serie che si muove armonicamente tra i registi, è brillante, divertente, è una serie sull’innamorarsi ma anche sulla dipendenza, sul non sentirsi a proprio agio nella propria pelle, sulla gelosia, sulle incomprensioni.
 
Mae è una stand-up comedian canadese che, trasferitasi in Inghilterra molti anni prima, conosce e si innamora di Georgina, detta George (Charlotte Ritchie), una ragazza inglese che fino a quel momento non ha mai avuto una relazione con una donna. Nell’arco delle due stagioni Mae cerca di scendere a patti con se stessa e la sua parte più aggrovigliata e dolente, provando allo stesso tempo a portare avanti la sua relazione con George.
 
Il grande pregio delle serie è che, pur non rifuggendo dalla tristezza e dall’esplorazione del trauma, non perde mai la sua vena ironica e disperatamente romantica.
 
3. High Fidelity (Disney+)

Adattamento al femminile (dopo il film del 1990 con John Cusack) dell’omonimo romanzo di Nick Horby, High Fidelity segue le vicende della sua protagonista mentre, dopo essersi lasciata con l’ultimo fidanzato, ripercorre quelle che sono state le peggiori rotture della sua esistenza, facendo una riflessione all’indietro per capire perché ogni volta si ritrovi con il cuore spezzato.
 
Ma è una visione frammentata e parziale, in cui lei stessa nasconde parti di sé e le sue verità, un’indagine solo in apparenza minuziosa e un tentativo bislacco di andare avanti con lo sguardo fisso sul passato, mentre la vita scorre placida nel suo negozio di vinili. Un’ottima interpretazione di Zoe Kravitz nel ruolo di protagonista, una colonna sonora eccezionale, una ri-elaborazione del plot originale, brillante e contemporanea, un doloroso colpo al cuore la cancellazione dopo una sola stagione.
 
Garantisco però che una sola stagione è più che sufficiente per innamorarsi degli outfit di Zoe Kravitz, di lei e di questa serie.  
 
4.    Single Drunk Female (Apple Tv+)

Dopo un crollo pubblico particolarmente imbarazzante, Samantha Fink – una ventenne con gravi problemi di alcolismo –, è costretta a tornare a vivere con la madre per evitare il carcere. Il ritorno a Boston si porta dietro una sequela di problemi che la protagonista dovrà cercare di superare mantenendo la sua sobrietà.
 
Una dramedy che tratta il problema dell’alcolismo (e della dipendenza in generale) con franchezza e senza essere mai giudicante. Divertente, sguaiata e allo stesso tempo rispettosa dei suoi personaggi e delle loro difficoltà, Single Drunk Female è una serie che non si prende troppo sul serio, ma esplora lucidamente gli aspetti dell’essere fragili e giovani.
 
Cancellata dopo solo due stagioni (sigh!) complice il lungo sciopero degli scrittori, la trovate su Apple+. Bravissima Sofia Black-D’Elia, l’attrice che interpreta la protagonista, che riesce a rendere il personaggio di Sam vibrante e ricco di sfaccettature. Ottimo anche il cast di supporto, dalla migliore amica di Sam, a sua madre e alla sua sponsor, personaggi complessi, ognuno con la propria storia tratteggiata con cura e attenzione.
 
5.    Rain Dogs (NOW tv)

Basata sul memoir autobiografico di Cash Carraway (Skint Estate, tradotto e pubblicato in Italia da Alegre), Rain Dogs racconta con lucidità e sarcasmo la vita di Costello Jones, madre single che, passando da un lavoretto all’altro (molti dei quali nell’ambito del sex work), cerca di trovare una stabilità per lei e la figlia Iris, senza però rinunciare alle sue aspirazioni di scrittrice.
Ambientata nella Londra della working class e sempre in bilico tra dramma e commedia, la serie segue la sua protagonista di casa in casa, di lavoro in lavoro, in un turbine frenetico di incontri e scontri, di tentativi falliti di lotta contro la miseria, cercando di non perdere se stessa e i propri desideri, mentre prova in tutti i modi a essere una madre presente per sua figlia.
 
La serie affronta temi difficili e situazioni che mettono lo spettatore a disagio ma, anche complice l’interpretazione impeccabile di Daisy May Cooper (Costello) e Fleur Tashjian (Iris), anche nelle parti più dolorose, Rain Dogs riesce a non perdere la sua leggerezza e una sorta di feroce joie de vivre.

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