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I solari

Si avvicina il periodo dell’anno in cui, per tutte noi, il cosmetico più importante diventa uno soltanto: la crema solare. Per cominciare a orientarci tra le tante proposte presenti sul mercato e scegliere consapevolmente, come piace a noi, quest’anno abbiamo deciso di rivolgerci a Elena Accorsi Buttini, facendole tutte le domande del caso. Ecco a voi i suoi consigli, che speriamo possano esservi utili!

Illustrazione di Elena Xausa

Come si sceglie il solare più giusto per le proprie esigenze?
Basandosi sulle proprie abitudini: le formule spray secco, spesso indicate anche come «spray dry», sono ideali per chi mal sopporta di sporcarsi le mani e per chi ha esigenze di praticità. Le emulsioni nel tubetto sono pratiche per i papà e le mamme che riescono a stendere con facilità il prodotto sul bimbo in tempi brevi. Il solare con «effetto mat» invece lo consiglio ai giovani, a chi resta in città d’estate e agli uomini che mal sopportano l’idea di una crema grassa sul volto. Esistono anche emulsioni colorate, che possono sostituire il fondotinta, ideali per minimizzare le discromie cutanee.

Tutti i solari presenti in commercio sono sicuri (se usati correttamente)?
Certo, tutti i solari sono sicuri. I filtri UV sono inoltre valutati, prima dell’immissione in commercio, da un organismo scientifico indipendente (Comitato Scientifico per la Sicurezza del Consumatore dell’Unione Europea) e inseriti in uno specifico allegato del Regolamento Europeo 1223.

Quali sono le regole più importanti da seguire durante l’esposizione al sole?
Riapplicare ripetutamente il solare e evitare di stare sotto al sole per lunghi periodi. La dose minima raccomandata è di 2 milligrammi per cm quadrati di pelle. In totale, si dovrebbero applicare circa 30-35 grammi di prodotto sull’intero corpo, equivalenti grossomodo al volume occupato da una pallina da golf per ciascuna applicazione.

È vero che la differenza tra protezione 30 e protezione 50 è minima?
Sì! Basti pensare che l’assorbimento della radiazione UVB di un crema con SPF di 30 è circa del 97% mentre quello di una con SPF di 50 è attorno al 98%. Le differenze sono minime. La cosa più importante è la costanza del consumatore nel riapplicare il solare diverse volte durante la giornata e nelle giuste quantità.

Esistono dei solari specifici per chi ha la pelle grassa?
Sì: si tratta di creme con effetto mat o spray secchi. In entrambi i casi sono contenute sostanze adsorbenti come caolino, perlite o talco, che assorbono il sebo garantendo una texture asciutta.

Esistono dei solari che siano anche antiage?
Direi che il solare sia l’antiage per eccellenza: idrata, previene il photo-aging e riduce la formazione di macchie. La crema solare è l’unico cosmetico che può godere veramente del termine «antietà globale».

Bisogna utilizzare un solare diverso per il viso, rispetto al corpo?
Si può utilizzare lo stesso prodotto per tutto il corpo, viso compreso. Sono i consumatori più esigenti a mal sopportare texture troppo pesanti sul viso preferendo i gel, i latte-gel e le emulsioni mattifiant.

Perché alcuni solari sono molto «pesanti» e difficili da spalmare?
Probabilmente si tratta di formule un po’ superate. Oggi si trovano sul mercato solari con un after feel molto gradevole che invogliano il consumatore a riapplicare il prodotto frequentemente. Ricordiamoci sempre che un aspetto fondamentale nella formulazione dei solari è quello di creare prodotti piacevoli: perché più sono piacevoli, più si riapplicano frequentemente e più siamo protetti.

Qual è la differenza tra filtri inorganici e filtri organici e quali sono i migliori?
Immaginiamoci una racchetta da ping pong che respinge la pallina: la racchetta è il filtro inorganico e la pallina rappresenta i raggi UV. Il filtro inorganico, riesce a respingere i raggi UV, riflettendoli, evitando così che questi possano interagire con la nostra cellula. Il filtro organico invece interagisce con la radiazione UV trattenendola: in questo caso pensate a due carabinieri che tengono sotto braccio un malvivente. Il malvivente in questo caso è la radiazione UV, che risulta essere bloccata e non più libera di creare danni alla cellula. Non c’è un meglio o un peggio tra i due: molte volte si ricorre a un mix di filtri organici e inorganici o talvolta si usa una sola delle due tipologie. L’importante è che il prodotto ottenuto sia conforme ai requisiti previsti.

Che cosa sono le nanoparticelle contenute nei solari? Sono dannose?
Le nanoparticelle derivano dalla riduzione dimensionale di alcuni ingredienti, sono incolori e in grado di proteggere la cute dalle radiazioni UV. Le forme nano impiegate nei cosmetici sono ritenute sicure e la loro sicurezza viene valutata da un organismo scientifico indipendente (Comitato Scientifico per la Sicurezza del Consumatore dell’Unione Europea).

I solari devono avere filtri che proteggono sia dai raggi UVA che dai raggi UVB?
I prodotti solari devono proteggere sia dai raggi UVB sia dai raggi UVA e la protezione UVA deve essere almeno pari ad 1/3 di quella UVB.

È vero che a un anno dall’apertura la protezione del solare si dimezza?
Difficile prevedere quanto possa diminuire, può scendere anche a valori inferiori alla metà!

Se volete saperne di più andate a vedere su Instagram le stories in evidenza di Elena, dedicate ai solari. 

♥ A cura di MUSA