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Profumi alla rosa per chi non ama le rose: sette fragranze Punk, Fresh and Young

Non potevo salutare maggio senza un articolo dedicato alla rosa: è la mia materia prima preferita. Non solo perché sono nata in questo mese, e sono una inguaribile romantica, ma anche perché sia a livello visivo, sia olfattivo mi piace in tutti i modi… Speziata, fresca, regalata, abbandonata a terra nelle metro di Roma.

Molto spesso, quando lavoravo in boutique, i clienti entravano dicendomi: «tutto ma la rosa no, è troppo antica e non mi piace!». Partendo dal presupposto che non c’è niente di più innovativo e fashion, secondo me, di un profumo tradizionalissimo e monotematico (è come indossare un bellissimo capo dal taglio vintage!), il più delle volte – proprio per far ricredere i clienti, di una rosa o dell’altra li facevo innamorare.

Aneddoti a parte, la rosa è l’imperatrice dei fiori, in quanto a profumo e aspetto è il fiore più evocativo e con più sfaccettature di tutti. Turca, centifolia, damascena, a seconda di come viene lavorata dai maitre parfumeur, riesce a essere un ingrediente sempre innovativo e sempre diverso. Quindi open your mind, and be ready per sette rose super young, wild and free da indossare nei caldi mesi a venire.

Collage di Eleonora Cargnel

• Young Rose, Byredo
Con Young Rose il nostro amato art director di Byredo, Ben Ghorahm, ha voluto proprio reinventare il concetto di rosa, in un’ottica super super young. Questa fragranza è un omaggio alla civiltà cinese che vive tra tradizione e innovazione – così come la rosa, che rappresenta il passato e il futuro, ma anche l’inquietudine della giovinezza… in una piramide olfattiva che scrive il tempo che verrà. Per me Young Rose è una rosa da mordere come un frutto succoso, ci sento una piccola nota di pera anche se non c’è, pepe del Sichuan in apertura che la rende piccantina, poi rosa di damasco e un bellissimo fondo muschiato.

È una rosa giovane e bellissima, leggermente inquieta, che sorride e piange alla vita. È la versione contorta di un ipotetico romanticismo contemporaneo. Le foto della campagna sono a cura di Leslie Zhang e credo siano quanto di più perfetto per rappresentare la fragranza.

• Rose Saltifolia, Maison Crivelli
E se un giorno, facendo una bellissima passeggiata in riva al mare, con la brezza ancora fresca d’inizio maggio, sentiste il profumo di un roseto infrangersi tra le onde? Rose Saltifolia è proprio l’incontro della rosa con la sabbia, l’acqua del mare, la salsedine.



Una passeggiata al mare tra rose danzanti nel vento. I’m not a big fan dei profumi marini, ma questo è decisamente l’eccezione per me. Rose Saltifolia mi fa pensare a un fugace e brevissimo amore estivo e adolescenziale, fatto di baci e temporali che bagnano la sabbia con i roseti che cantano in sottofondo. La scelta di unire due famiglie olfattive così differenti la trovo audace e innovativa nella sua semplice poeticità. Sparkly e crstallino come la sabbia bianca e l’acqua trasparente, ha un cuore di rosa centifolia e alghe marine e un fondo di cashmere soffice e setoso. Una piccola, dolce e giovane poesia estiva.

• Outrageously Vibrant, Diana Vreeland
Aggressiva, sexy, esuberante, cremosa, quasi da mangiare con il cucchiaino che si sporca di rossetto rosso. Rosso, rosso, rosso: il colore che secondo Diana Vreeland «rendeva belli tutti gli altri colori». Carl Benaim ha impiegato quasi due anni di sperimentazione per riuscire a rendere omaggio al famosissimo «salotto rosso» di Madame, creando Otrageously Vibrant.



L’estratto, densissimo e scandalosamente oltraggioso, ha una struttura cipriata e polverosa, coniugata perfettamente con un accordo di creme di cassis leggermente gourmand. Il bouquet di rose rosse vibra grazie a una fibrillazione fruttata che rende questi petali sporchi, impavidi e anticonformisti. Il perfetto profumo che Dita Von Teese avrebbe potuto indossare il giorno del matrimonio con Marylin Manson!

• Épine mortelle, Laurent Mazzone
È una fredda notte d’estate e una principessa vestita di velluto si perde in un labirinto di siepi bagnate dalla rugiada, da cui spuntano rovi di rose rosso scuro: épine mortelle. Questa è una rosa molto fantasy e magica, associata a note di ribes nero, anice e radici di angelica.



Una fragranza oscura, ma rassicurante al tempo stesso, un tortuoso viaggio tra spine mortali alla ricerca dell’odore rassicurante di una dolce rosa. Fredda, umida, ma profonda e originale.

• Eau Rose – eau de parfum, Diptyque
L’ultima novità in casa Diptyque è Eau Rose – eau de parfum, che io personalmente rispetto all’eau de toilette trovo più verde, sporca e young! Sarà la collaborazione che hanno fatto per il lancio della campagna (con il fiorista Maurice Harris e il suo senso dell’umorismo), o l’inaspettata nota di carciofo all’interno, ma io la trovo una fragranza molto interessante e una rosa molto molto hipster, ma in a good way. Con questo profumo Fabrice Pellegrin voleva dimostrare come le sfumature della rosa in realtà ricordino l’odore del carciofo e infatti – piccola nota nerd – in profumeria il carciofo viene ricreato proprio utilizzando la rosa!

Quindi: mai sottovalutare il potere di questo fiore e mai credere di conoscere l’infinità delle sue profumazioni. Alle note di rosa centifolia e carciofo viene poi aggiunta una nota di camomilla, leggermente mielata, e una sfumatura fruttata di litchi che la rende sbarazzina e molto cute. Una rosa nel mezzo di un orto cinese, fatto di carciofi e piante di litchi.

• Eloge du vert, Le Parfums de Rosine
Ed ecco a voi una delle rose più assurde tra quelle che ho sentito: Eloge du vert di Le Parfums de Rosine. Non potevo non citare il brand di Marie Helene Rogeon, che ha creato delle collezioni in cui la rosa è sempre l’ingrediente principale. Una rosa sfacciatamente verde, però, così verde da avere all’interno una nota davvero insolita: quella del peperone (verde anche lui, ovviamente)!

È molto muschiata, terrosa e lievemente pungente, tanto che quando la si annusa si può percepire quasi un pizzico di piccantino sulla punta della lingua, dato dallo zenzero. Marie amava le rose proprio perché, secondo lei, sono l’unico fiore da cui si possono ottenere due ingredienti totalmente diversi: uno è verde e metallico mentre l’altro è profondo e simile al miele. Insomma… se pensate che la rosa possa essere sempre tradizionale e sapere sempre e solo di acqua di rose, anche qui vi sbagliate. L’avevate mai sentita una rosa al peperone?

• Sirens & Sailors, Jusbox
Sirens & Sailors è una fragranza di Jusbox, brand di nicchia italiano che si ispira alla musica (di cui vi avevo già parlato qui)!

Immaginate un piccolo club con le luci soffuse, invaso dal fumo di sigaretta, di Camden Town e in lontananza la voce dolce e graffiante di Amy Whinehouse. Questo profumo è proprio ispirato alla dolcezza della voce di Amy, con note olfattive che arrivano diritte al cuore – come la sua voce. Rosa e osmanto esprimono il lato più frivolo e innocente della sua personalità, mentre il cuore intenso di assoluta di rhum e accordo di whisky richiamano la sua vita di eccessi. Il fondo di vaniglia è morbido e persistente, come l’animo dell’artista, fragile e audace.

Sirens & Sailors vuole esprimere le contraddizioni di un quartiere eccentrico e irriverente come Camden Town, utilizzando la rosa come fiore che rievoca la dolcezza di Amy e la sua capacità di mettere a nudo l’anima… grazie a una voce capace di toccare nel profondo.

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