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Intervista a Victoria Genzini: musa dei meme che mi raccontano il presente

Se ancora mi diverto sui social spesso è grazie a Victoria Genzini. Nel panorama talvolta desolante di Ig e nella giungla di TikTok – dove personalmente non mi destreggio benissimo, per via di una forma mentis che qualcuno in famiglia definisce novecentesca – di bello, per me, c’è lei. Musa dei meme, intelletto acuto, curiosità insaziabile e ironia sottilissima, è capace di mettere insieme «high and low» con invidiabile irriverenza e savoir faire.

Dalla Carrà a Cinzia Ruggeri, da Abrasino a Maria De Filippi, dall’arte alla moda alla musica alla terapia all’hangover, racconta la contemporaneità con un’onestà creativa che definirei a tratti illuminante. Benvenuta su MUSA, Vic!

Raccontami chi sei…
Victoria Genzini. Metà londinese e metà milanese, meaning che posso apprezzare sia la Marmite che Arbasino. Non ho molto senso di colpa cattolico e apprezzo quando le persone ammettono di essere in hangover. Dopo una decade da Gallery Girl a Londra, ho fondato Salotto Studio a Milano, nel 2020, con i miei amici Antonio e Clementina, ispirandomi un po’ alla Haus of Gaga. Mi piace mischiare high and low, semiotica e film di Vanzina – sono una bimba di Enrico Ghezzi. 

Quale sono state le tappe più importanti della tua vita?
Leggere Streghe di Roald Dahl; scoprire di avere una malattia cronica rara da adolescente; tutti i miei breakdown e quello che mi hanno insegnato; quando mi hanno preso alla Central Saint Martins; quando ho iniziato a lavorare sul serio… Ce ne sono tantissimi. Ma quando ho fondato Salotto ho deciso che ogni giorno avrei fatto qualcosa di nuovo e funziona, quindi sicuramente quella è una tappa fondamentale. 

Di che cosa ti occupi e a quali progetti stai lavorando in questo momento?
Con Salotto Studio ci occupiamo di creatività, comunicazione, produzione. Qualche settimana fa (21-22 aprile) abbiamo presentato un piccolo progetto punk alla Biennale di Venezia, in onore dell’artista Pizzeria U Memeriell e sono molto gasata anche per la prossima edizione di Sapore di Mare a Forte Dei Marmi: un festival per gallerie giovani, in spiaggia. Ora sto sognando sul moodboard del prossimo video di Popa. E vabbè, poi il continuo flusso di ricerca di meme e di TikTok per raccontare la contemporaneità! 

Lo dico con grande onestà: mi stupisce sempre la tua intelligenza e la tua capacità di raccontare la realtà. Un meme mi ha colpito più di tutti, tra quelli che hai postato nelle ultime settimane (lo visualizzo mentre faccio cose): l’orchestra del Titanic che continua a suonare, mentre la nave affonda… È questa la situazione che stiamo vivendo? Quanta potenza risiede nel tipo di comunicazione che hai scelto e perché? Parliamone.
Hahah!!! Grazie!!! Si, quella del Titanic è una metafora super azzeccata (anche io la visualizzo spesso). Credo di sì, una certa parte del mondo sta in some way vivendo in questo modo, ed è molto importante rendersi conto del proprio privilegio. Credo che il mio tipo di comunicazione su IG funzioni perché è una specie di group therapy, based on meme and TikTok – scelgo cose che mi fanno ridere/pensare/ e alcune that I can relate to – e mi sono accorta che sono spesso sentimenti molto condivisi. Credo che la «Emotional Honesty», insieme a ironia e leggerezza, sia fondamentale per interagire con gli altri. Scuola Carrà.


Ci sono degli incontri che ti hanno cambiato? Chi sono le persone che hanno contribuito al tuo modo di essere e di sentire?
Tantissime e tantissimi! A caldo, incontrare il mio migliore amico Marco il primo giorno di università e poi vivere con lui tanti anni a Londra è stata una delle cose più importanti: per imparare a stare in due, a condividere la creatività e le emozioni, a fare lavorare insieme arte e moda. Abbiamo la stessa curiosità insaziabile. E poi la mia analista, sicuramente! 


 
Cosa ti piace leggere?
Abbastanza di tutto, sono onnivora di stampa (da Hola a The Economist). Ora sul comodino ho una biografia della regina Victoria (thanks mum!), What a Shame di Abigail Bergstrom e sempre tanti libri di poesie, Patrizia Cavalli über alles. 

Il tuo artista preferito e perché…
Ahhhh… dificilissmo. Ora ti dico Cinzia Ruggeri, perché e la prima artista di cui mi sono regalata una cosina, e ha una mostra bellissima al Macro a Roma visitabile fino ad agosto – must see! 

Quattro album o canzoni che in qualche modo ti rappresentano.  
Don’t you want me baby, Human League 
You’re so Vain, Carly Simon 
Qualsiasi cosa di Cher
Perché no, Lucio Battisti

Una piccola selezione di film e serie tv che hanno plasmato il tuo immaginario?
Qui potrei stare tantissime ore, ma top direi: Absolutely Fabulous e tutti i film di Truffaut che hanno Antoine Doinel come protagonista – passando per Gossip Girl e «Lucignolo». 

C’è una musa nella tua vita? Una donna che ammiri, alla quale vorresti assomigliare?
Tante, sì. Anche qui si va da Lady Gaga a Cher passando per Raffaella Carrà e Maria De Filippi.  
 
Siamo su MUSA e non posso fare a meno di chiedertelo: qual è il tuo rapporto con la skincare?
Obsessed da skin care since forever, seguo maniacalmente.

Mi dici una cosa che non hai mai detto pubblicamente a nessuno?
Non so andare in bicicletta e non mi interessa imparare.

Seguite Vic su Ig: @victoria_genzini

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