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Il make-up di Camilla

Uno dei ricordi più nitidi di quando ero bambina è mia madre che si prepara per andare al lavoro, allungandosi le ciglia con il mascara e spolverandosi le guance con un pennello che, se cercassi bene, probabilmente troverei ancora oggi nel suo cassetto del bagno (più avanti parleremo anche di quanto sarebbe utile sostituire i pennelli un po’ prima che compiano la mia età!). Ipnotizzata da quel rito affascinante e magico, sognavo con impazienza il giorno in cui avrei potuto giocare con tutte quelle creme e polveri colorate.

«Mamma, posso truccarmi anche io?»
«Quando sarai più grande».

Immagino che per tutte noi, appassionate di make-up, l’incipit sia stato qualcosa di simile. È successo subito prima che ci regalassero quelle tavolozze di ombretti-giocattolo dalle mille sfumature di rosa – che una volta stesi sembravano tutti uguali –, con i mini-rossetti che odoravano di pastello a cera.

Circa vent’anni dopo la mia prima palette giocattolo, innumerevoli acquisti sbagliati e tentativi di disegnare la linea di eye-liner perfetta falliti (senza contare gli esperimenti cromatici discutibili), posso dire di essermi fatta un’idea profana, ma abbastanza chiara, di cosa sia il make-up: di come funzioni e delle sue tante declinazioni in texture, finish e prodotti.

Illustrazione di Cinzia Zenocchini

Innanzitutto: il make-up è soggettivo. Ogni tipo di pelle ha esigenze particolari a cui rispondono prodotti specifici (in crema, liquidi, in polvere compatta o libera), così come ogni tono e sottotono si sposerà bene soltanto a particolari colorazioni e sfumature. Senza contare l’importanza del gusto personale, con le sue infinite variabili influenzate dalla sensazione di comfort, o piuttosto dal risultato estetico e dal desiderio di sentirsi a proprio agio.

Proprio come quando si va alla ricerca della crema perfetta, che idrata senza ungere e si assorbe in tempo zero, così anche se si tratta di make up è fondamentale sperimentare. Sia per trovare il prodotto perfetto, sia per affinare la tecnica e sia, soprattutto, per divertirsi!

Infine, dato che siamo pur sempre su MUSA: per chi lo desidera, il make-up può essere anche «consapevole». I brand biocertificati, attenti all’INCI e alla formulazione dei prodotti, sono più di numerosi di quanto si possa immaginare (e continuano ad aumentare), sia italiani che internazionali.

Non ci resta che andare a scoprirli pian, piano insieme. Per il momento, benvenute in questa nuova rubrica!

♥ A cura di Camilla Piccardi
Diplomata al liceo artistico e laureata in scienze della comunicazione, oggi lavoro per diverse realtà editoriali on e offline. Mi vengono bene due cose: scrivere e sperimentare beauty da autodidatta. Il risultato? Ora mi trovate su MUSA a dispensare consigli utili, ma non richiesti.