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Game of Soaps

I saponi sono stati il nostro primo, grande amore: è tutta colpa loro se ci siamo appassionate al mondo del beauty, e se questa passione è diventata una relazione sentimentale importante – a dire il vero più importante del previsto –, di quelle che durano per sempre.

Andavamo all’asilo, portavamo le trecce e il grembiule rosa, avevamo le ginocchia sempre sbucciate e le dita sporche di pennarello, quando abbiamo cominciato a collezionare saponette di ogni foggia, fragranza e colore. Erano avvolte nella carta velina e racchiuse in preziosi scrigni decorati (di carta anche loro, ovviamente), che aprivamo solo di tanto in tanto, prestando attenzione a non rovinare gli involucri. Erano i nostri tesori. Scartarle, annusarle, metterle in fila una dopo l’altra, mostrarle con orgoglio alle amiche per poi riporle da qualche parte, al sicuro – accanto a una conchiglia e agli adesivi con i brillantini – era un piccolo rituale che ci faceva sentire già grandi e che ci consentiva di avere accesso al mondo degli adulti – a un universo femminile affascinante e lontano –, restando sospese ai confini con un altro mondo, magico e parallelo, dove quell’esercito di animaletti di sapone, quei piccoli oggetti profumati a forma di bocciolo di rosa o di margherita vivevano una vita parallela, animati dalla nostra fantasia pazza di bambine. Solo qualche volta eravamo disposte a portarne uno a fare un tuffo con noi nella vasca da bagno, perché equivaleva ad accettare di dirgli addio.

Da dove arrivavano, non si sa bene. Dal cassetto della nonna o dal suo negozio di parrucchiera per signora? Da qualche bottega di quartiere o dalla cartoleria di fiducia? Spuntavano forse dalle magiche borse di un’elegante presentatrice Avon, bella come una ballerina del varietà, con il suo rossetto rosso e la piega vaporosa? Oh, insomma. Non si può sapere con certezza. Di certo c’è solo il fatto che noi questi saponi li abbiamo sempre amati e che li amiamo tanto ancora. Anche se non li usiamo più per lavarci il viso continuiamo a comprarli, scartarli, annusarli, usarli e rimirarli.

Questo progetto in collaborazione con Studio Testo e Claudia Zalla ne è la testimonianza. È il nostro omaggio al sapone: al suo profumo di pulito e di buono, al suo aspetto rassicurante e giocoso, al suo legame con la nostra infanzia e con le carezze delle donne che abbiamo avuto, e abbiamo la fortuna di avere ancora, accanto.

Qualche mese fa, abbiamo selezionato e acquistato i saponi di due aziende del nord, di altre due del centro e di due del sud, e le abbiamo consegnate nelle sapienti mani di Giulia Dolci e Giulia Fauro Alessi, con Claudia Zalla, chiedendo loro di reinterpretare e trasformare in immagini questi oggetti per noi tanto speciali. Il risultato della nostra collaborazione, che vi presenteremo per intero piano piano, è qui… e noi non potremmo essere più felici.

Foto di Claudia Zalla, Styling Studio Testo

Cera una bolla (proprio così: cera senza apostrofo!) è prima di tutto una bella famiglia creativa di Modena, composta da Sara e Marika, con Frida, Modì e Spazzola, ma è anche una bottega olfattiva d’altri tempi: un progetto che nasce dalla volontà di «cambiare il profumo del mondo», e di unire arte, autoproduzione e amore per la natura, sotto forma di artigianato sostenibile.

Per qualche tempo Sara e Marika hanno prodotto saponi, che noi abbiamo avuto la fortuna di accaparrarci, ma oggi si dedicano principalmente alla produzione di candele profumate – decorate con fiori, erbe e spezie raccolte dal loro giardino ed essiccate pazientemente a mano – incensi, profumi e fragranze per ambiente (anche personalizzati).

In foto: sapone alla lavanda e sapone scrub all’arancia con semi di papavero, olio d’oliva e oli essenziali.

Fatti a mano è un piccolo «biolaboratorio» artigianale milanese, che produce creme solide, balsami per le labbra, oli essenziali e saponi. Utilizza ingredienti ecologicamente (e socialmente) sostenibili, oltre che dermocompatibili: oli extra vergini spremuti a freddo, burri vegetali integrali, argille, frutti, estratti di fiori e piante, oli essenziali.

I saponi di Fatti amano sono vegetali, a base di olio di oliva, delicati e biodegradabili. Vengono lavorati a mano per poi essere stagionati almeno tre mesi, prima di essere messi in commercio.

In foto: Gemma preziosa con pepite d’oro e gemma preziosa acquamarina.

Colonna sonora: «Parlami d’amore Mariù», cantata da Vittorio De Sica.

♥ A cura di MUSA