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Intervista a Lisa Maria Cetorelli: musa di Sismica Vintage
Non è sempre facile ricominciare da zero, ma forse chi crede davvero nei propri sogni, prima o poi un modo per realizzarli lo trova. Questo ci insegna la storia di Lisa e per questo ci piace raccontarla. Nelle sue parole c’è la forza di chi ha trasformato una ferita in un varco, dando vita a Sismica Vintage: un negozio vintage, ma anche un rifugio e un luogo d’incontro, il suo nido, uno spazio per tutte e tutti (in viale Montenero, a Milano), dove gli abiti custodiscono memorie e le persone ritrovano un po’ di sé.
Ciao Lisa, vuoi presentati alle nostre lettrici e raccontaci la tua storia?
Eccomi qui! Mi chiamo Lisa, ho 44 anni. Sono nata a Roma, cresciuta in Umbria e sbarcata a Milano dopo il terremoto del 2016. Vivevo a Preci, un borgo incastonato nei Monti Sibillini, dove avevo un piccolo negozio di abbigliamento con un angolo di prodotti erboristici. Arrivata a Milano, con una vita da ricostruire, una psiche usurata e tanto bisogno di lavorare, mi sono tuffata completamente nel mondo della ristorazione. Ho gestito diverse realtà, lavorando tanto e mettendocela tutta. Ma a un certo punto, d’improvviso – dopo sei anni di ritmi serrati – questo mio corpo ha quasi smesso di funzionare.
Cosa è successo?
Ho cominciato ad avere dolori continui e sono andata in burnout. Ho scoperto di avere la fibromialgia, ma non potevo fermarmi, non in quel momento. Facendo psicoterapia è arrivata l’illuminazione: non mi sentivo più la Lisa di un tempo, perché la ristorazione non mi rendeva felice. Ma non poteva essere tutto perduto. Io volevo raccontare storie, toccare con mano la vita di altre persone, entrare nei loro cuori e nelle loro case.
È così che è nata Sismica?
È così che è nata Sismica, proprio come la immaginavo! Il mio spazio, il mio nido, il mio negozio vintage. Nessun fornitore, solo tanta ricerca, pezzo per pezzo. Un luogo dove ridere e piangere, e dove scambiarsi confidenze provando capi unici.
«Sismica Vintage è un antidoto al fast fashion, con una proposta di capi unici, che diventano una coccola. Uno spazio piccolo, ma tanto umano. Una casa per me e per tutti quelli che passano di qui.»
Chi è la tua musa?
«Ho sempre adorato Anna Magnani, mia musa ispiratrice. Vera, tosta e romana come me.»
È stato difficile dar vita al tuo sogno?
Non avevo garanzie da dare ai proprietari dei negozi quando sono partita, ma sono sempre stata certa che qualcuno mi avrebbe dato fiducia… e così è stato!
Qual è stato il periodo più felice della tua vita?
Dopo la nascita di mio figlio, quando gestivo il mio negozietto.
Com’è la tua giornata tipo?
Ogni mattina mi guardo allo specchio e dico: dai che anche oggi ce la facciamo! Poi corro tutto il giorno: seleziono, lavo, stiro, parlo con le mie adorate sciure che mettono in vendita i loro tesori.
Vuoi parlarci della tua beauty routine? Hai dei prodotti must have o dei rituali irrinunciabili?
Un velo di crema idratante, una crema colorata, un po’ di cipria e il gioco e fatto. Non rinuncio mai al mascara, perché i miei occhi raccontano la mia vita!
Che cos’è per te la bellezza e che rapporto hai con il tuo corpo?
La bellezza per me è l’unicità dei nostri corpi. Aiuto molte persone a creare look che riscoprono i loro punti di forza. Io, il mio corpo ho imparato ad amarlo e a conoscerlo, e ora ne sono fiera.
Un album, un libro e un film che ti rappresentano?
Il mio gruppo preferito sono gli Afterhours e come dicono loro: «io non tremo»… Il libro è L’arte della gioia di Goliardia Sapienza. Il film che sento completamente mio, invece, è Forrest Gump.
Dove ti vedi in futuro?
In futuro vorrei rimanere qui, dove sono in questo momento.
INTERVISTA: MUSA
FOTO: FRANCESCA GALLI